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Migranti, gli abitanti di Vicofaro scrivono a Piantedosi: “Allontanare don Biancalani”. Replica della diocesi di Pistoia

Migranti, gli abitanti di Vicofaro scrivono a Piantedosi: “Allontanare don Biancalani”. Replica della diocesi di Pistoia

Don Massimo Biancalani parroco di Vicofaro (Foto d’archivio)

PISTOIA – E’ quasi una rivolta, quella che hanno inscenato i residenti di Vicofaro, quartiere di Pistoia, contro il parroco, don Massimo Biancalani, per il gran numero di migranti che continua a ospitare.

I residenti, che si sono costituiti in un Comitato, scrivono al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, sulla situazione della parrocchia, da anni al centro di polemiche per il numero di immigrati ospitati, oltre un centinaio, da don Massimo Biancalani di cui i parrocchiani chiedono l’allontanamento.

“Purtroppo – scrive il comitato al ministro – gli accordi da lei presi col prefetto Licia Donatella Messina, col vescovo Fausto Tardelli e col sindaco Alessandro Tomasi, per riportare legalità e sicurezza nel nostro quartiere di Vicofaro, stanno miseramente naufragando”.

Gli accordi a cui fa riferimento il comitato risalgono a febbraio e prevedono il trasferimento di un numero consistente di migranti in centri di accoglienza nelle province di Pistoia, Prato e Firenze. Trasferimenti che, secondo il comitato, non sarebbero avvenuti o sarebbero stati addirittura ostacolati.

“Fatto è – denuncia il Comitato a Piantedosi – che a Vicofaro gli arrivi continuano come prima senza i doverosi controlli come promesso” e “continuano fra i migranti risse paurose, violenti litigi, minacce e nessun rispetto per il vicinato. Per non parlare di degrado e sporcizia diventati il nostro panorama, e il cattivo odore dei loro liquami, sparsi ovunque”.

La lettera parla anche di problemi di salute pubblica, “non ultimo casi di Tbc”. I residenti chiedono che don Biancalani sia “fermato” e “come parroco allontanato” da Vicofaro, “in quanto per ben otto anni troppo male e troppi danni ha fatto all’intero quartiere e alla sua gente”.

Immediata la risposta della Diocesi di Pistoia che in una nota riferisce di aver appreso “con viva preoccupazione” dei contenuti della lettera, “che non danno conto dell’impegno nella soluzione della vicenda che va ben oltre le forze di una Diocesi o di una chiesa locale e che mette davanti a tutti un problema reale e concreto della società”.

“Ad oggi – si legge nella nota – la Diocesi è riuscita a prendere in carico 25 migranti, oggi ospitati presso l’Hospitium Bianchi e ulteriori otto in un appartamento. Altre strutture sono in allestimento. Lo sforzo profuso per allestire e gestire nel migliore dei modi i migranti, con le loro storie, le loro vulnerabilità, le condizioni di salute personali, è davvero complesso e sta impegnando in modo totalizzante il personale Caritas e della Diocesi, in collaborazione con Asl e in raccordo con la prefettura”.

“Altri 15 migranti – si spiega ancora dalla Diocesi – sono stati ricollocati nei Cas. Altri stanno facendo screening sanitari in attesa di essere inseriti nel sistema Sai”.

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